venerdì 27 novembre 2020

Il problema delle perdite di acqua potabile in Italia

L’acqua potabile è un bene prezioso e una risorsa cruciale, da tutelare e da non disperdere. A causa di una rete idrica ormai datata e talvolta mal progettata, soggetta a frequenti malfunzionamenti e consumi abusivi, nel nostro paese le perdite idriche sono rilevanti, specialmente in alcune regioni del sud Italia.

Lo scorso mese la Fondazione Openpolis, elaborando i dati Istat, ha pubblicato un'interessante analisi del grave problema della dispersione di acqua potabile nelle reti idriche italiane. (Fonte)

Come tutti sappiamo, l’acqua è una risorsa preziosa e fondamentale per l’ambiente e per la vita di tutti noi. È determinante sia per l’economia sia la nostra salute e il nostro benessere.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento delle fonti idriche e l’incremento della popolazione mondiale hanno aggravato il problema della disponibilità di acqua potabile. Come già abbiamo visto in questo articolo, le nostre generazioni future si troveranno ad affrontare un deficit del 40% tra la disponibilità di acqua potabile e la domanda, il che rende assolutamente inaccettabile che l'acqua potabile venga dispersa e sprecata a causa di reti idriche inefficienti, vecchie o mal progettate.

L'acqua potabile è purtroppo un risorsa che per molte persone è ancora poco accessibile. Secondo il rapporto Oms-Unicef del 2017, sono 2,1 miliardi le persone che non hanno un accesso continuato e sicuro all’acqua potabile nella propria abitazione .

Nel rapporto Istat 2019 che diffonde i dati relativi al 2015, l’Italia emerge come il paese dell'Unione Europea con il maggiore prelievo di acqua potabile, pari a 156 metri cubi per abitante all’anno. Tuttavia, molta di quest’acqua viene dispersa prima di arrivare nelle abitazioni dei cittadini. Perdite che possono verificarsi tra il prelievo, l’immissione e la distribuzione nelle reti idriche comunali. Un problema molto grave, considerando l'importanza dell'acqua potabile nelle nostre città e nelle nostre vite.

Nella maggior parte delle città italiane l’infrastruttura idrica è soggetta a un forte invecchiamento e deterioramento. In parte, le dispersioni sono fisiologiche e legate all’estensione della rete […] in parte sono derivanti da criticità di vario ordine: rotture nelle condotte, vetustà degli impianti, consumi non autorizzati, prelievi abusivi dalla rete, errori di misura dei contatori.
Istat , Utilizzo e qualità della risorse idrica in Italia
In Italia queste perdite di acqua potabile sono cospicue e in aumento. Concentrandosi sulla perdita finale, cioè la percentuale di acqua potabile dispersa sul totale del volume immesso nelle reti di distribuzione, in Italia nel 2015 ammontava al 41,4% del totale, ovvero la quota di acqua potabile in meno che arriva nelle abitazioni dei cittadini. Un dato in aumento rispetto al 2012 (37,4%), segno che il problema, sul quale si dovrebbe intervenire con urgenza, non viene affrontato come dovrebbe.

Le perdite idriche nelle regioni e nelle province

Le regioni più soggette a ingenti dispersioni di acqua potabile sono quelle del centro e del sud Italia. Mentre nel nord, fatta eccezione per il Friuli-Venezia Giulia, le perdite idriche risultano più limitate.

Perdite idriche dalle reti di distribuzione dell'acqua potabile per regione (2015)


FONTE: elaborazione Openpolis su dati Istat (ultimo aggiornamento: giovedì 14 Dicembre 2017)

La Basilicata è la regione con la maggior dispersione di acqua potabile, pari al 56,3% del volume immesso nelle reti di distribuzione comunali. Seguono Sardegna, Lazio e Sicilia, tutti territori che subiscono perdite per almeno la metà delle immissioni.
Al lato opposto della classifica, al di sotto della media nazionale (41,4%), troviamo regioni del nord, oltre alla Calabria e alle Marche. All'ultimo posto la Valle d'Aosta, che registra un dato molto positivo rispetto agli altri territori, con solo il 18,7% delle perdite.

A livello provinciale, si conferma il divario tra il nord e il resto del paese. Emerge però un quadro interessante: all'interno della stessa regione le province presentano in alcuni casi quote molto diverse.

Perdite idriche dalle reti di distribuzione dell'acqua potabile nelle province (2015)


FONTE: elaborazione Openpolis su dati Istat (ultimo aggiornamento: giovedì 14 Dicembre 2017)

Se da un lato Frosinone e Latina sono ai primi posti, il fenomeno incide in misura minore nelle altre province del Lazio. Rieti, Viterbo e la città metropolitana di Roma presentano infatti quote inferiori al 50%.
Situazione analoga quella del Veneto, dove le province di Belluno e Treviso hanno perdite che superano la metà, mentre le altre registrano percentuali inferiori al 40%.

La Valle d'Aosta si riconferma invece il territorio con la minore dispersione (18,7%), seguita dalle province di Mantova e Milano, entrambe con circa il 20% di perdite idriche.

Considerando la dimensione comunale delle reti di distribuzione dell'acqua potabile, è interessante confrontare tra loro i comuni italiani più popolosi, per analizzarne le rispettive perdite idriche.

Perdite idriche dalle reti di distribuzione dell'acqua potabile nei 10 comuni più popolosi (2015)


FONTE: elaborazione Openpolis su dati Istat (ultimo aggiornamento: giovedì 14 Dicembre 2017)

Nel confronto tra le maggiori città si conferma quanto visto in precedenza, riguardo il divario tra il nord con meno perdite e il resto del paese. Ai primi posti Palermo, Bari e Catania, tutte e tre con più del 50% di perdite idriche. Le quote invece calano drasticamente tra i grandi comuni del nord, tutti con meno del 30% di dispersione. Spicca positivamente Milano, dove la perdita di acqua potabile ammonta al 16,7% del volume totale immesso nelle reti di distribuzione comunali, la percentuale più bassa tra le città considerate.

Perdite idriche dalle reti di distribuzione dell'acqua potabile in tutti i comuni italiani (2015)


FONTE: elaborazione Openpolis su dati Istat (ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)

In Wavin crediamo che le attuali reti idriche italiane possano essere riparate, rese più moderne e più efficienti senza necessariamente ricorrere a interruzioni estese della fornitura di acqua potabile nelle città, come ad esempio sta accadendo in Argentina, e che sia ormai necessario adottare soluzioni migliori per il riutilizzo dell'acqua piovana al fine di non esaurire le nostre risorse di acqua dolce. E' doveroso affidarsi a soluzioni flessibili e tecnologicamente avanzate, per offrire alle nostre città reti di distribuzione dell'acqua potabile durature, efficienti e sicure.

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