mercoledì 29 aprile 2020

Come rendere le città resilienti al clima?

Si sente parlare sempre di più di “città resilienti al clima” e “Green City” in relazione alle preoccupanti minacce dovute ai cambiamenti climatici. Siamo consapevoli dell’importanza di questi concetti? L’idea comune è che riguardi un futuro molto lontano da noi. Scopriamo insieme se è davvero così.

Innanzitutto partiamo dalla domanda più importante: “Cosa significa per una città essere “resiliente al clima”?”

La risposta la troviamo nel significato della parola Resilienza, cioè la capacità di un materiale di assorbire a un urto senza rompersi.

Nel caso delle città questa proprietà si traduce nella capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici in atto che la vedono protagonista e vittima. Città resilienti quindi meno vulnerabili, capaci di affrontare i cambiamenti climatici grazie a interventi mirati.

Adattamento quindi delle strutture già esistenti con interventi di ristrutturazione specifici, ma soprattutto, costruzione di nuovi edifici già pronti ad affrontare le sfide dovute ai cambiamenti climatici. Prima di vedere alcuni esempi di interventi, soffermiamoci su alcuni dati interessanti.

Città resilienti: le sfide climatiche

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono molteplici e tutti correlati tra loro. Il primo effetto, impossibile da ignorare è l’aumento repentino delle temperature. Ad esempio, le temperature di Milano sono aumentate di 2°C solo nel periodo dal 1951 - 2017, e si prevede un incremento di ulteriori 2°C nel 2050!

Secondo, IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change - si tratterebbe di un punto di non ritorno, oltre il quale si rischia di innescare danni irreversibili a gran parte dell’ecosistema e delle nostre vite.

La conseguenza diretta a questo preoccupante aumento delle temperature è un aumento dei periodi di siccità e, soprattutto, l’insorgenza di piogge brevi ma sempre più intense.

A tutto questo si collega il fenomeno dell’urbanizzazione incontrollata, e alla diminuzione sempre più di aree verdi, preziose per l’assorbimento dell’acqua piovana.
E tutto questo ci tocca da vicino?
La risposta è sì, perché l’acqua piovana arriva direttamente sui tetti delle nostre case, i nostri uffici, gli aeroporti, i centri commerciali che frequentiamo.
Queste strutture (edifici, tubazioni e sistemi fognari), soprattutto se di vecchia costruzione, non sono state create per accogliere portate elevate di acqua. E a lungo andare il rischio è che collassino, con danni inestimabili.

L’acqua è un bene prezioso, ma può rivelarsi un nemico devastante.

Proprio per questo uno dei nostri quattro obiettivi è quello di aiutare a creare città sempre più resilienti al clima.

Come affrontare queste sfide?

Concentrandoci sugli aspetti più legati all’acqua e alla sua gestione, di seguito quattro azioni concrete che suggeriamo di realizzare.
  1. Separare il sistema di raccolta dell'acqua piovana dal sistema fognario
    La separazione dei due sistemi consente il corretto funzionamento degli impianti fognari, senza dover sopportare il sovraccarico derivante dalle grandi quantità di acque meteoriche. In questo modo si evitano ingenti danni.

  2. Installare sistemi di infiltrazione e attenuazione dell'acqua piovana
    Altra soluzione eco-sostenibile è la gestione delle acque piovane attraverso bacini di attenuazione e infiltrazione. Con i sistemi di attenuazione e di infiltrazione realizzati, come il Wavin Q-Bic e il Q-BB, è possibile creare serbatoi interrati in modo semplice e veloce. Si tratta di unità progettate per essere posizionate anche in luoghi dove è presente traffico pesante e/o i livelli delle falde acquifere sono alte.

  3. Tenere il sistema fognario pulito, in modo che possa svolgere correttamente il proprio lavoro
    I sistemi fognari possono essere intasati da rifiuti, detriti, sedimenti, radici degli alberi e foglie. Le tubazioni di fognatura più tradizionali hanno la tendenza ad arrugginirsi e corrodere, aggravando il problema. I sistemi di fognatura in materiale plastico di Wavin e i pozzetti Tegra non corrodono, e sono facili da pulire e ispezionare.

  4. Scegliere un sistema sifonico per il drenaggio delle acque meteoriche dai tetti
    La sfida principale dei sistemi di drenaggio dell’acqua piovana dai tetti è quella di riuscire a far defluire nel minor tempo possibile grandi quantità di acqua, oltre ad essere facile da installare e occupare poco spazio. Il sistema sifonico Wavin QuickStream rappresenta la soluzione ideale per lo scarico dell’acqua piovana dei tetti, soprattutto per edifici non residenziali di grandi dimensioni. Molti hanno già compreso l’importanza di questo aspetto, come l’Aeroporto Marco Polo di Venezia.

Ognuno di noi deve fare la propria parte per adattarsi ai cambiamenti climatici.
Che si tratti di raccolta delle acque piovane o la costruzione di un giardino pensile sul tetto, è responsabilità di tutti attuare tutte le misure in nostro possesso per affrontare al meglio questi cambiamenti e garantire ai nostri figli città sicure in cui vivere.

Noi stiamo facendo del nostro meglio, e tu?
Affrontiamo insieme questa sfida, le “armi” le abbiamo!