Guida al collaudo degli impianti di distribuzione e di riscaldamento

mercoledì 11 settembre 2019

Guida al collaudo degli impianti di distribuzione e di riscaldamento

Si parla spesso di guide all’installazione e manutenzione degli impianti, tralasciando una delle fasi più importanti di tutto il processo: il collaudo. Che si tratti di una nuova costruzione o di un'opera di ristrutturazione, la fase del collaudo dell’impianto di distribuzione e riscaldamento è essenziale, nonché obbligatoria per legge.

Il collaudo degli impianti ha essenzialmente due obiettivi:

  • verificare che non vi siano perdite in corrispondenza delle giunzioni;
  • accertare che le dilatazioni termiche non comportino inconvenienti.
Scopriamo insieme i passi da seguire per effettuare un collaudo a regola d’arte.
Partiamo con gli impianti di distribuzione per concludere con gli impianti di riscaldamento.

COLLAUDO IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE

Nel caso del collaudo di impianti di distribuzione, la norma di riferimento è la UNI EN 806.
Questa tipologia di collaudo prevedere essenzialmente tre fasi: verifica della tenuta, test di pressione e lavaggio. Percorriamole insieme una ad una.

1. VERIFICA DELLA TENUTA

Prima di effettuare il test di pressione è essenziale accertarsi che tutti i raccordi siano stati pressati correttamente.

Inoltre bisogna tenere conto della differenza di temperatura tra il tubo e l’acqua utilizzata per la prova (nel caso di test ad acqua). Nello specifico, una variazione di temperatura di 10°C può provocare una variazione di pressione di circa 0,5 -1 bar. Di conseguenza è necessario stabilizzare le temperature prima della misurazione.

Per procedere al collaudo occorre prima di tutto sfiatare le tubazione facendo circolare acqua all’interno e favorendo lo spurgo dell’aria tramite le valvole di sfiato.
Successivamente l’impianto verrà riempito gradualmente evitando eccessive sollecitazioni che potrebbero causare danni alle tubazioni o lesioni alla struttura dell’edificio.

2. TEST DI PRESSIONE

Esistono essenzialmente due tipologie di test di pressione, a seconda del materiale utilizzato (acqua, aria o gas).

> Test di pressione con acqua
Questa tipologia di test può essere effettuata solo in presenza di determinate condizioni, scopriamole insieme.

  • I componenti utilizzati per il riempimento non devono compromettere la qualità dell’acqua potabile;
  • Per la prova di pressione deve essere utilizzata acqua filtrata;
  • I filtri devono soddisfare i requisiti della norma UNI EN 13443-1;
  • Se la differenza tra la temperatura ambiente e quella del fluido di prova è superiore a 10°C, è necessario aspettare 30 min prima di effettuare la prova.

Nel corso della prova è necessario eseguire un controllo visivo per la corretta individuazione delle perdite. In questa fase entra in gioco la funzione Leak-Free dei racconti Wavin Tigris M1, M5 e K1 che permette di individuare facilmente le giunzioni non correttamente pressate.

La pressione di prova deve corrispondere alla pressione di progetto massima x 1,1, come indicato dalla norma UNI EN 806 - 4; mentre il tempo di prova è di circa mezz’ora.

Alla fine della prova occorre ridurre la pressione di 0,5 volte rispetto a quella iniziale e riprendere la prova a tale pressione per altri 30 min. Qualora dovesse verificarsi una caduta di pressione sarà necessaria un’ispezione del sistema per rintracciare ed eliminare la perdita. Successivamente è essenziale ripetere la prova.

> Test di pressione con Aria compressa o Gas Inerte
Sono due condizioni in presenza delle quali può essere effettuato questo tipo di test di pressione:
  1. Qualora siano necessari requisiti di igiene più severi, come nel caso di strutture ospedaliere, istituti pubblici o geriatrici, in cui è fondamentale evitare la presenza di acqua ed eventuali stagnazioni che favoriscono la proliferazione di batteri pericolosi, come quelli della Legionella.
  2. Nel caso in cui vi sia un rischio di congelamento delle tubazioni tra il periodo di prova di pressione e la messa in servizio.

La pressione di prova per la verifica della tenuta viene eseguita a 150mbar, mentre il tempo varia in base al volume dell’impianto. Ad esempio, fino a un volume delle tubazioni di 100 litri la durata è pari a 30 minuti e, per ogni 100 lt aggiuntivi, la durata si prolunga di 10 min.
Inoltre è consigliabile evitare di testare tratte con portata d’acqua superiore a 100 lt.
In questo caso entra in gioco la funzione Acoustic Leak Alert, presente nel nuovo Tigris M5, che consente l’individuazione immediata dei raccordi non pressati grazie a un fischio di 80 db.

Il test di pressione con aria compressa o gas inerte invece viene eseguito con una pressione di prova pari a 3 bar e, una volta raggiunta la pressione necessaria, devono passare al massimo 10 min durante il quale la pressione deve rimanere costante.

Inoltre è importante segnalare l’area interessata al collaudo e allontanare il personale per evitare danni in caso di eventuali scoppi.

3. LAVAGGIO DELL’IMPIANTO

Infine, per garantire la qualità dell’acqua potabile è fondamentale sottoporre l’impianto di distribuzione al lavaggio per poi procedere con lo svuotamento dello stesso. 

 


COLLAUDO DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

Nel caso del collaudo di impianti di riscaldamento, la norma di riferimento è la UNI 5364.
Questa tipologia di collaudo prevede due fasi: test di pressione e lavaggio. 

1. TEST DI PRESSIONE

Ultimata l’installazione, prima della chiusura dei fori di passaggio e dei lavori di pavimentazione, gli impianti di riscaldamento devono essere sottoposti a un accurato controllo visivo per verificare la presenza di raccordi non pressati correttamente.

Anche in questo caso entra in gioco la funzione Leak Free.

Per effettuare il test occorre riempire di acqua le tubazioni quando è avvenuta l’installazione ma non la copertura. Per effettuare la prova di tenuta basta portare tutto l’impianto ad una pressione maggiore di 100KPa rispetto a quella di esercizio, mantenendola per sei ore consecutive. Superato questo periodo senza perdite di carico l’impianto ha superato il test.

2. LAVAGGIO IMPIANTO

Una volta completato il test, prima della messa in funzione, si passa al lavaggio dell’impianto. Questa operazione è essenziale in quanto consente di rimuovere gli eventuali residui e impurità penetrate nel sistema durante le attività di costruzione.

MESSA IN SERVIZIO E CONSEGNA DELL’IMPIANTO

Infine, l’installatore dell’impianto è tenuto a redigere un verbale di consegna e il gestore deve essere addestrato in merito al funzionamento. Nel caso in cui l’entità dell’impianto dovesse richiederlo, è opportuno fornire un manuale d’uso.

 

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